In Italia, uno dei fattori limitanti alla diffusione del fotovoltaico è la scarsità delle superfici disponibili. Il nostro paese, infatti, non possiede un’elevata disponibilità di suolo. Ci sono molte aree soggette a vincoli paesaggistici o ambientali e altre che sono completamente urbanizzate.
Per questa ragione sta suscitando un forte interesse l’agrivoltaico.
Che cos’è l’agrivoltaico?
L’agrivoltaico, o agrovoltaico, o agro fotovoltaico, è un sistema di approvvigionamento energetico pensato per le aziende dei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale. L’agrivoltaico consiste nell’installare pannelli fotovoltaici su terreni agricoli, sfruttando lo stesso spazio per due scopi differenti:
- Generare elettricità a partire dall’energia solare
- Coltivare prodotti agricoli
Come funziona l'agrivoltaico
L’agrivoltaico consiste nell’installare pannelli fotovoltaici su terreni agricoli, sfruttando lo stesso spazio per due scopi differenti: generare elettricità a partire dall’energia solare e coltivare allo stesso tempo prodotti agricoli.
Gli impianti fotovoltaici non vengono installati al suolo ma su delle strutture alte diversi metri. In questo modo, è possibile continuare a praticare l’agricoltura sotto, compatibilmente con le colture sottostanti e la movimentazione dei macchinari agricoli.
Il sistema dell’agrivoltaico è dotato di pannelli fotovoltaici a doppio asse, cioè in grado di muoversi sia sull’asse Nord-Sud che su quello Est-Ovest. Questo è utile per massimizzare l’esposizione solare e, allo stesso tempo, favorire l’illuminazione controllata dei terreni agricoli sottostanti.
Guarda “Agrivoltaico in 5 minuti”
Se vuoi approfondire come funziona un impianto fotovoltaico, leggi anche “Come funziona un impianto fotovoltaico: la guida completa.”
I vantaggi dell’agrivoltaico
Installare un sistema agrivoltaico per coprire il fabbisogno energetico di un’attività agricola o zootecnica è senza dubbio una scelta sostenibile, ma vediamo nello specifico quali sono i vantaggi per chi sceglie questo sistema.
- L’agrivoltaico produce energia con un ridotto impatto ambientale grazie all’utilizzo di fonti rinnovabili (il sole) anziché di fonti fossili non rinnovabili
- L’agrivoltaico non alimenta l’inquinamento atmosferico né le emissioni di gas serra, contribuendo al raggiungimento della carbon neutrality
- L’agrivoltaico aumenta la produttività e la competitività delle aziende agricole grazie alla riduzione dei costi energetici.
- L’agrivoltaico rappresenta un’opportunità per gli agricoltori di diversificare le entrate, perché oltre a sfruttare l’energia autoprodotta per alimentare le proprie attività (riducendo i costi per l’acquisto di energia da terzi), possono vendere l’energia in eccesso.
- L’agrivoltaico crea zone d’ombra a terra, importanti per proteggere certe colture dagli eventi climatici estremi.
- L’agrivoltaico riduce lo stress termico e l’evaporazione dell’acqua dai terreni e, di conseguenza, riduce il fabbisogno idrico delle colture.
- L’agrivoltaico stimola l’innovazione dei processi agricoli verso una maggiore ecosostenibilità e competitività, soprattutto grazie alla diffusione dell’agricoltura di precisione e dei sistemi di recupero dell’acqua piovana.
Oltre a permettere di destinare a nuovi utilizzi terreni inutilizzati, l’agrivoltaico garantisce vantaggi sia per il mondo agricolo che per la zootecnia. I pannelli, infatti, creando un ombreggiamento del suolo sottostante consentono di risparmiare acqua di irrigazione fino al 20% e proteggono le colture dai picchi di calore e dallo stress termico.
La copertura mantiene più basse le temperature di suolo e piante durante il giorno. Di notte, invece, le colture vengono protette da repentini abbassamenti di temperatura. La presenza in alcuni impianti solari di sensori ad alta tecnologia può servire per migliorare l’attività agricola. Per esempio, monitorando le sostanze nutrienti presenti nel terreno si può dosare meglio la quantità d’acqua o di fertilizzanti necessari. Questo permette la crescita della competitività delle aziende agricole (grazie anche alle agevolazioni del fotovoltaico per aziende). Non da meno, tra i tanti vantaggi, l’agrivoltaico genera lavoro nel settore agricolo (per agronomi, enti di ricerca, agricoltori eccetera) e può costituire una fonte integrativa di reddito per gli agricoltori che mettono a disposizione i propri terreni.
Tipologie di impianti fotovoltaici in agricoltura
Ad oggi, ci sono due configurazioni più diffuse per gli impianti agrivoltaici:
- Sistemi elevati da terra, che permettono un maggiore sfruttamento del terreno sottostante
- Sistemi interfilari a livello del suolo
Nei sistemi elevati da terra, i pannelli sono montati su strutture sopraelevate, tipicamente alte tra i 2,1 metri e i 5 metri. Queste strutture lasciano ampio spazio sotto ai moduli, in base ai prodotti agricoli che si vogliono coltivare e alle lavorazioni necessarie. Ciò permette di produrre energia senza compromettere l’uso abituale dei terreni, consentendo alle macchine agricole e alle coltivazioni di operare liberamente sotto gli stessi pannelli fotovoltaici. Secondo alcuni studi di ENEA, fino al 90% dei terreni sottostanti gli impianti agrivoltaici possono essere coltivati con tecniche standard e comuni macchine agricole. Nei sistemi elevati da terra, i vantaggi principali includono il doppio uso del suolo, la possibilità di coltivare piante alte, prati pascolativi, oppure fare allevamento leggero sotto i moduli e un migliore microclima per le colture grazie all’ombreggiamento parziale.
Nei sistemi interfilari a livello del suolo, i pannelli sono montati ad altezza più bassa e vengono distribuiti tra le file delle colture. Il terreno resta perlopiù libero sotto i pannelli e la produzione agricola avviene soprattutto tra le file. Questo tipo di sistema genera una maggiore compatibilità con lavorazioni meccaniche strette tra le file e costi di struttura inferiori rispetto agli impianti sopraelevati.
L'agrivoltaico consuma suolo?
Alimentare un’azienda agricola, un allevamento o un’industria di trasformazione con l’energia solare prodotta dall’agrivoltaico rientra nel processo di transizione energetica. Questo rappresenta il nuovo orizzonte dei settori produttivi in Italia e non solo. Molti pensano che la realizzazione di sistemi fotovoltaici su terreni agricoli possa aprire un tema di consumo del suolo. In realtà, dai dati che SNPA, Sistema Nazionale Protezione Ambiente, aggiorna ogni anno, si evince come le aree adibite ad agrivoltaico non siano classificate come suolo consumato, anche se si tiene comunque traccia dell’evoluzione del fenomeno. Dalla tabella sottostante, vediamo come gli impianti fotovoltaici a terra coprono il 12% circa del territorio italiano.
Classi di consumo di suolo netto tra il 2006 e il 2023. “Sintesi rapporto consumo di suolo 2024”, ISPRA, SNPA.
Quanto costa un impianto fotovoltaico per un'azienda agricola?
Se vuoi farti un’idea di quanto può costare installare un impianto fotovoltaico in un’azienda agricola con Solar Sicily, in questa tabella puoi trovare qualche indicazione utile:
| Potenza dei pannelli | Prezzo a partire da (IVA esclusa) |
|---|---|
| 15 kWp | 13.500 euro |
| 18 kWp | 16.200 euro |
| 20 kWp | 18.000 euro |
| 30 kWp | 27.500 euro |
| 40 kWp | 36.800 euro |
| 50 kWp | 45.000 euro |
| 100 kWp | su quotazione |
| > 200 kWp | su quotazione |
Il futuro dell’agrivoltaico
Nella maggior parte dei casi, abbiamo visto come con l’agrivoltaico si può incrementare la resa di alcune coltivazioni specifiche. Questo è particolarmente utile al sud Italia, dove la dotazione idrica disponibile è molto limitata. Nel tempo, sono state effettuate diverse sperimentazioni che hanno dimostrato che l’ombreggiamento dei pannelli non riduce affatto la resa dei suoli e, anzi, aiuta a migliorarla.
L’agrivoltaico può anche essere un incentivo a recuperare terreni abbandonati, poiché la vendita di energia elettrica può essere decisamente remunerativa.
Tra i numerosi vantaggi che l’agrivoltaico offre, uno tra i più importanti è che questo sistema permette di produrre energia pulita e nello stesso tempo coltivare campi agricoli.
Oggi la potenza complessiva degli impianti solari installati in Italia è di circa 25 gigawatt (GW), un numero che secondo il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) dovremmo più che raddoppiare entro il 2030, arrivando almeno a 52 GW. Sempre secondo il piano PNIEC per il fotovoltaico a terra, in futuro si prevede di occupare circa 405 chilometri quadrati di suolo con pannelli solari per raggiungere gli obiettivi.
Solar Sicily è pronta ad accompagnarti in ogni fase del tuo percorso, dalla consulenza iniziale, al dimensionamento, all’installazione e al monitoraggio continuo del tuo impianto agrivoltaico.